FABRIZIO DUSI


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GALLERIA COLIBRI' ROMA GIUGNO 2009

La Galleria Colibrì Arte presenta, fino al 26 giugno, la prima personale romana di Fabrizio Dusi (Sondrio, 1974), artista sui generis che ci racconta il mondo contemporaneo attraverso la ceramica. Sorprendente!

Dalla strada, ancor prima di entrare in galleria, l’occhio è rapito dalle superfici smaltate e dai colori pop che si scorgono dai vetri . Ci si avvicina incuriositi, lo spazio è nuovo, grande e curato con gusto, le pareti candide fanno da sfondo ad una vera e propria esplosione di colori: quadri, vasi, piatti ed installazioni in ceramica di forte impatto visivo, saturano il luogo senza appesantirlo. Conversazioni con Alice! … il titolo si rivela successivamente un simpatico espediente per collegare due percorsi artistici paralleli di Fabrizio Dusi, entrambi presenti in galleria: la serie Conversazioni, incentrata sull’aspetto ‘sordo’ della comunicazione odierna e Alice!, una riflessione più intima sui rapporti di coppia e sulla loro evoluzione (tragica) nel tempo. I contenuti ci sono … e la tecnica pure! L’artista, prima webdesigner poi ceramista di professione, dal 2005 si è aperto un laboratorio a Milano e dal 2007 ha incontrato il piacere della pittura. Coraggioso il Dusi, sfida la complessità di temi attuali ‘trattandoli’ con tecniche tradizionali come decorazione su ceramica, scultura e pittura e con risultati incredibili. In un’intervista lui stesso si definisce un ‘artista-artigiano’ perchè dice che con il suo lavoro riesce a combinare il ‘saper fare’ alla pura intuizione creativa; non è un caso se i suoi lavori compaiono più su riviste specializzate di arredamento, che su periodici d’arte. Osservando attentamente gli oggetti, i vasi ed i piatti made Dusi si rintracciano echi della ceramica degli anni d’oro Cinquanta e Sessanta, influenzata dalla corrente pop per i colori e dal design d’arredo italiano per le forme, non togliendo assolutamente nulla allo stile personale ed unico dell’artista.

Due opere in particolare traducono in modo schietto ed immediato la riflessione di Fabrizio Dusi sul concetto di comunicazione, leit-motiv di tutto il suo lavoro, Monologo, un acrilico su tela e Bla bla bla, installazione in ceramica montata su parete. Gli stessi titoli anticipano il tema desolante: l’attuale incomunicabilità fra gli uomini, una questione di ‘umanità’, ormai perduta nell’era telematica. Lo strano personaggio di Monologo, con la bocca spalancata e la testa rivolta verso l’alto ‘si parla addosso’ … ma letteralmente. Le sue parole sono rappresentate da tante testoline stilizzate, tutte uguali, che fuoriescono dalla bocca e che per colpa della loro ‘autoreferenzialità’, ricadono tutte sul protagonista; da aggiungere, inoltre, una particolarità, non proprio marginale, che rende del tutto superflua nella ‘scena’la presenza di un interlocutore: la mancanza delle orecchie. Tutti noi oggi siamo ‘sordi’ alle parole altrui, non soltanto per mancanza di tempo, data la vita frenetica in cui siamo immersi, ma soprattutto perché non ci va più, troppo impegnati a coltivare il nostro ego. Questo è il conto da pagare in cambio di un inarrestabile progresso tecnologico. L’installazione Bla bla bla che ha concettualmente caratteristiche simili alla precedente, si distingue per l’originalità della resa, divenendo, infatti, un vero e proprio oggetto d’arredo: qui un ‘attore’-fumetto ‘spara’ dalla bocca bolle (di sapone) tutte colorate, forme incomprensibili che si disperdono nell’aria. Se nella serie Conversazioni il punto di forza formale si ravvisa nel segno grafico e nel colore pop utilizzati, in Alice! tutto ruota intorno a questa figura femminile ed al suo compagno(/alter ego) che saturano l’intera superficie della tela, un’attrice’ di cui l’artista ci narra le vicende sentimentali con inaspettato finale pulp.

Tutto questo, e molto altro, rappresenta il mondo animato di Fabrizio Dusi, una mente fresca e creativa che , attraverso il linguaggio street art e della grafica pubblicitaria, comunica, a chi alle proprie orecchie ancora ci tiene, un disagio paradossale: la sopraggiunta inadeguatezza al dialogo come effetto di un’ansia di comunicare che ha invaso ormai da tempo la nostra vita.

Marta Brunori

TRATTO DA : http://www.artevarese.com/av/view/news.php?sys_tab=20013&sys_docid=1378

Conversazioni contemporanee al museo Gianetti Saronno 2008

Dipinti e ceramiche dove un "attore" inventato prova a far sentire la sua voce, in un mondo dove poche sono le orecchie pronte ad udire. Dalle copertine dei giornali femminili allo spazio istituzionale di un museo. Fabrizio Dusi fa conoscere la sua arte Saronno:

Conversazioni contemporanee - Fabrizio Dusi inaugura la sua personale, sabato 19 gennaio alle 17, alla galleria Artemondo di Saronno. Il titolo, emblematico, "Conversazioni contemporanee". Grandi facce stilizzate dalle bocche spalancate che attivano conversazioni fiume: è questo il leit-motiv delle sue opere, principalmente ceramiche sotto forma di installazioni e vasi molto suggestivi e di forte impatto. In certi versi ricorda una versione aggiornata dei personaggi di Keith Haring, rivisti e riadattati al gusto contemporaneo. Fabrizio Dusi è un giovane artista che si presenta nel panorama artistico, in modo particolare quello ceramico, con un linguaggio innovativo e personale.

Il suo lavoro nasce dalla passione per l’arte, frequenta infatti il liceo artistico e successivamente si specializza come webdesigner iniziando a lavorare nel settore. Nel 2003 si iscrive alla scuola d’arte applicata Cova di Milano e da lì inizia la sua avventura nella ceramica. Il percorso artistico di Fabrizio è evidente nelle sue opere, possiamo infatti facilmente riconoscere l’amore per il rigore, la stilizzazione, l’uso del colore puro ad ampie campiture che si avvicinano al design, al fumetto, alla grafica.

La produzione di Fabrizio, che comprende tele, installazioni in ceramica, oggetti di arredamento, si articola in due filoni: “Conversazioni” e “Alice”.

In “Conversazioni” tema ricorrente è un personaggio stilizzato, che sembra mettersi in posa per farsi ritrarre nella sua quotidianità, durante il lavoro, o a volte nei panni di personaggi mitologici come Icaro o Athena. Infatti si possono facilmente ricondurre nei soggetti trattati dall’artista le origini della decorazione classica della ceramica: nei ritratti di personaggi o famiglie, nell’illustrazione di scene legate alla mitologia, nell’esaltazione della forma attraverso lo studio della decorazione. Questo personaggio che definiamo per convenzione pop contemporaneo, diviene così soggetto decorativo per vasi, ciotole, tazze, piatti, oggetti d’uso quotidiano, ma non solo, uscendo dai margini definiti dell’oggetto e della forma si appropria dell’ambiente, intellettualmente e fisicamente, imponendo la sua presenza. “Conversazioni”, “Bla bla”, questi alcuni dei titoli scelti per le installazioni, che presentano il soggetto sempre con la bocca spalancata nel tentativo di comunicare un pensiero fatto di forme e colori, ma che sembra non essere recepito dal resto della massa che gli sta attorno, intenta a parlare senza dire niente. Il messaggio è chiaro e immediato.

Nella serie “Alice” la riuscita stilizzazione del personaggio, la dolcezza e simpatia che ispira, riesce a colpire lo spettatore che se ne innamora, facendola diventare indiscussa protagonista dell’ambiente, sia che venga ritratta su un vaso o installata su una parete.

La produzione di questo giovane artista che si affaccia ora sul panorama dell’arte, ci ha molto colpito, facendoci decidere di investire nel suo lavoro proponendolo con questa personale. Il suo lavoro non solo è molto interessante ma ha tutti i presupposti per crescere e diventare grande, e questo è anche l’augurio che gli facciamo.

Fabrizio Dusi attualmente produce ed espone le sue opere in diversi spazi milanesi e italiani.

Mara De Fanti


08-12-2007 URBAN WAY GENOVA

TRATTO DA: http://www.exibart.it/profilo/eventiV2.asp/idelemento/48668

Fabrizio Dusi ha lavorato come web designer fino al 2003, anno in cui decide di seguire un corso per diventare ceramista. Attualmente produce ed espone le sue ceramiche in diversi spazi milanesi. In mostra una selezione del suo vasto repertorio di vasi, accessori, pannelli e installazioni, tutti in ceramica e contraddistinti dai suoi particolarissimi motivi grafici. Volti stilizzati che hanno origine nel repertorio decorativo della produzione cineraria arcaica e contemporaneamente ricordano le maschere dell’arte primitiva e certe semplificazioni schematiche picassiane; facce di uomini e donne moderne alle prese con vuoti comunicativi, mentre dalle loro bocche non escono che stralci di conversazioni, sotto forma di “bolle” rosse. Dusi si può definire un Graffiti designer: egli ci dimostra l’intreccio sempre più evidente tra arte grafica e influenze dell’arte di strada ed i risultati che questo connubio produce nel campo del design. Facce e parole - Tema ricorrente di quadri e installazioni ceramiche è un personaggio stilizzato, che sembra mettersi in posa per farsi ritrarre nella sua quotidianità, durante il lavoro, o nelle vesti di personaggi mitologici. Particolarmente caro al linguaggio contemporaneo, questa figura ricorda l'ansia di comunicare che sta invadendo questo terzo millennio. Dalla bocca fuoriescono non solo parole, tradotte in simboli colorati, ma anche una miriade di altri volti, tutti uguali, segno che ormai la conversazione tra individui si sta sempre più omologando, lasciando ben poco spazio all'altro, per dar vita a un monologo più che a un vero e proprio dialogo.

Vasi serie "Conversazioni" Ceramiche, soprattutto - Questo personaggio pop contemporaneo, in cui ciascuno si può riconoscere, mantiene le sue radici nella decorazione classica della ceramica, diventa soggetto decorativo per vasi, ciotole, tazze, oggetti d'uso quotidiano e poi si appropria dell'ambiente. Pur mantenendo il ruolo decorativo impone la sua presenza, probabilmente perché la riuscita stilizzazione riesce a colpire il nostro occhio, facendolo diventare indiscusso protagonista dell'ambiente, sia che venga ritratto su un vaso o installato su una parete.

Sulle pagine dei giornali - Fabrizio Dusi attualmente produce ed espone le sue opere in diversi spazi milanesi e italiani. Le sue opere sono comparse in molte riviste patinate femminili, da Glamour a La Repubblica delle Donne. Complementi d'arredo, oggetti artistici ad alto livello, le opere di Dusi occhieggiano sulle pareti, sui tavolini di cristallo, per far parlare silenziosamente di sé. Un omaggio alla contemporaneità.

Elena Casero